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I disturbi del comportamento alimentare (anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata) sono tra i problemi di salute più comuni negli adolescenti e nei giovani adulti. Pur essendo primariamente dei disturbi psichiatrici, essi producono spesso complicanze fisiche, secondarie alla malnutrizione e/o ai comportamenti impropri messi in atto per ottenere il controllo del peso e della forma del corpo (vomito autoindotto, uso improprio di lassativi o diuretici). Essi rappresentano quindi una delle più frequenti cause di disabilità nei giovani e sono gravati da un rischio significativo di mortalità.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha incluso i disturbi del comportamento alimentare tra le priorità per la tutela della salute mentale negli adolescenti. Due principi generali sono alla base della gestione di questi disturbi: a) l’approccio multiprofessionale, che coinvolge medici (psichiatri, internisti, nutrizionisti clinici), psicologi, dietisti, infermieri; b) la molteplicità dei contesti di cura (ambulatorio, centro diurno, day hospital, riabilitazione residenziale, ricovero ordinario).
Ogni anno nella popolazione femminile della Regione Campania si registrano circa 240 nuovi casi di anoressia nervosa e 360 nuovi casi di bulimia nervosa; mentre i nuovi casi di anoressia nervosa e di bulimia nervosa nella popolazione maschile sono stimati essere, rispettivamente, 23 e 10-15.

Nel 2014 la Regione Campania ha speso 4,5 milioni per i ricoveri fuori regione dei pazienti con disturbi del comportamento alimentare (circa il 15% della spesa complessiva per tutti i ricoveri fuori regione).
Per far fronte a questa emergenza, il 14 dicembre è stata attivata, su impulso e con il coordinamento del Centro Pilota Regionale dell’Università Vanvitelli diretto dal Prof. Mario Maj, la Rete Assistenziale Regionale per i Disturbi del Comportamento Alimentare.  La Rete comprende almeno un ambulatorio dedicato in ciascuna ASL della Campania; centri diurni (a regime almeno uno per ASL); posti letto dedicati per le esigenze internistiche dell’adulto e dell’adolescente; posti letto per day hospital; posti letto per i ricoveri psichiatrici; ed una struttura residenziale (a regime queste strutture saranno tre).

La struttura residenziale già attiva si trova a Salerno ed è in grado di accogliere 8-16 pazienti. Essa è composta da camere da letto arredate con mobili casalinghi, fornite di bagni privati, armadi e scrivanie; una sala da pranzo con cucina attrezzata; un salotto con TV; una sala per le attività ricreative con biblioteca ed accesso ad Internet; due ambulatori e una medicheria. Essa è coordinata dal Dott. Giulio Corrivetti e gestita da personale formato presso il Centro Pilota dell’Università Vanvitelli.

Il modello di riferimento per l’attività della Rete Assistenziale Regionale per i Disturbi del Comportamento Alimentare è quello del Centro Pilota, che offre una valutazione diagnostica psichiatrica, psicologica, nutrizionale e internistica; un trattamento specifico del disturbo (basato, a seconda dei casi, su interventi di counseling nutrizionale, psicoterapia cognitivo-comportamentale, psicoterapia familiare, psicoeducazione, farmacoterapia delle eventuali complicanze fisiche e psichiatriche); ed un percorso psicoeducazionale per i familiari dei pazienti.
Essenziale è la motivazione del paziente alla cura. Diversi pazienti, soprattutto anoressici, non considerano la loro patologia come un problema, ma al contrario valutano il controllo del peso e dell’alimentazione come un mezzo per diventare speciali o aumentare il loro valore personale. Altri ancora hanno difficoltà ad affrontare ogni situazione che minacci il loro senso di controllo. Infine, alcuni pazienti hanno avuto precedenti esperienze terapeutiche negative e sono riluttanti ad intraprendere nuovi percorsi di cura. È quindi essenziale dedicare molta attenzione all’ambivalenza del paziente, adottando uno stile terapeutico “coinvolgente” e fornendo un quadro chiaro di quello che il trattamento comporta.

La Rete Assistenziale della Regione Campania per i Disturbi del Comportamento Alimentare

• Centro Pilota: Dipartimento di Psichiatria, Università Vanvitelli (Largo Madonna delle Grazie, Napoli): Ambulatorio (0815666514), Centro Diurno (0815666528), Day Hospital (0815666507), Ricovero Psichiatrico.
• Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona (Via San Leonardo 1, Salerno): Ambulatorio (800130850), Day Hospital (089672703), Ricovero Internistico (adulti e adolescenti) (089672524, 089672418).
• ASL Avellino: Ambulatorio, Centro Diurno (Via Landolfi 29, Solofra, 0825581426), Ricovero Psichiatrico.
• ASL Benevento: Ambulatorio (Via Grimoaldo Re, Benevento, 0824308625), Ricovero Psichiatrico.
• ASL Caserta: Ambulatori (Viale Europa 6, Aversa, 0815020987; Via Salzano 6, Marcianise, 0823518482; Via Ficucella 1, Maddaloni, 0823200441), Ricovero Psichiatrico.
• ASL Napoli 1 Centro: Ambulatorio (Via Adriano 16, 0812548582), Ricovero Psichiatrico.
• ASL Napoli 2 Nord: Ambulatori (Via Solimena 4, Sant’Antimo, 08118840791; Via Napoli 194, Mugnano, 0817455122), Ricovero Psichiatrico.
• ASL Napoli 3 Sud: Ambulatorio (Corso Umberto I, Marigliano, 0818416720), Ricovero Psichiatrico.
• ASL Salerno: Ambulatori (Via M. Luther King, Salerno, 0983076340; Via Ricco 50, Nocera Inferiore, 0819212339; Via della Gatta, Massa di Vallo di Lucania, 0974711940), Centro Diurno (Via M. Luther King, Salerno, 0893076336), Residenza (Via M. Luther King, Salerno, 0893076318), Ricovero Psichiatrico.

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Sistema Museale Nazionale per un nuovo rapporto tra musei e territorio, al via il percorso di approfondimento. Si terrà il 27 novembre alle ore 11.00 presso il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali un evento inserito nel ciclo di incontri di Museologia, che consentirà agli studenti di confrontarsi con il Dirigente ministeriale che sta seguendo l’importante lavoro di creazione del Sistema Museale Nazionale e la verifica dei nuovi livelli di qualità dei musei. I nuovi “standard”, emanati nel 2018, consentiranno l’adesione degli istituti appartenenti ad enti diversi dallo stato al Sistema Museale Nazionale che costituirà, finalmente, una reale opportunità di crescita per i piccoli e medi musei italiani (che costituiscono la parte più cospicua del capitale museale nazionale). Elemento centrale della discussione le macroaree previste dai “Livelli Uniformi di qualità” e, in particolare, gli obiettivi di progressione e miglioramento previsti per i musei dove opereranno i futuri professionisti che si formano nei nostri percorsi didattici.

L’incontro, aperto anche a tutti gli operatori museali del territorio, sarà anche un’ulteriore occasione di aggiornamento, in linea con quanto già fatto – nell’ottica della terza missione e del lifelong learning- dal DILBEC in occasione del progetto finanziato dalla Regione Campania I livelli Uniformi di qualità per i musei locali della Campania. Percorsi di aggiornamento e formazione del personale tenutosi tra luglio e settembre 2018 e che ha visto coinvolti operatori di ben 20 musei campani.

Concluderà la mattinata la dott. Anita Florio, dirigente dell’UOD Promozione e valorizzazione dei musei e delle biblioteche della Regione Campania.

 

Save the date! 

Martedì 27 novembre, ore 11,00 Aula 1 – Dilbec 
Aulario Via R. Perla 21 S. Maria C.V.

Incontro con Manuel Roberto Guido Componente Ministeriale della Commissione Sistema Museale Nazionale

Introduce Nadia Barrella - Professore di Museologia

Conclude Anita Florio - Dirigente UOD promozione e valorizzazione dei musei e delle biblioteche Regione Campania

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L'Università della Campania Luigi Vanvitelli ha partecipato a Futuro Remoto 2018, dall'8 all'11 novembre.

Scambi commerciali con monete virtuali, tracciabilità e trasparenza

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 “Ri-generare moneta” alla 32esima edizione di Futuro Remoto, un progetto del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Vanvitelli. L’iniziativa è promossa da Massimo Rubino De Ritis, docente di diritto commerciale.

Musei nell'era digitale, comunicare al passo coi tempi

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Riscoprire una freschezza comunicativa nell'era digitale senza perdere il fascino dell'antichità: è questo lo scopo del progetto di ricerca della Vanvitelli di cui sono protagonisti i musei italiani. 

Invecchiamento cerebrale, con la cannabis un cervello sempre attivo

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Essere anagraficamente anziani ma con il cervello di un ventenne: potrebbe accadere in un futuro non troppo lontano grazie alla cannabis!

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Innovativo, sostenibile, efficiente. Ecco Ibis, il nuovo nato in casa Vanvitelli nell'ambito transportation design, un prototipo funzionante di minibus elettrico per il trasporto pubblico/turistico ad elevata efficienza ed a basso impatto ambientale.

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Soia, canapa, lino, ortica: la nuova frontiera della moda all'Università Vanvitelli è nature e veste gli uomini, con bio tailoring for Kiton.

Cellule staminali per “ri-generare il cervello”, uno studio multidisciplinare alla Vanvitelli

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Le cellule staminali possono essere utilizzate per il trattamento di diverse malattie neurodegenerative, come la malattia di Parkinson e la malattia di Alzheimer.

Consumare meglio, consumare meno. Nuove tecniche per l’efficienza energetica

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Schiuma metallica, nanofluidi, solar cooling. Ecco il futuro dell’efficienza energetica e uno spazio per conoscere e discutere le tecniche più all’avanguardia nel campo, presentate dall’Università Vanvitelli con diverse dimostrazioni.

 

 

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Serena, key account per una multinazionale, laureata alla Vanvitelli. Scopri la sua storia

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Gestisce le relazioni con i clienti per una grande multinazionale, che ha più di 400 marchi nel campo dell'alimentazione, bevande, prodotti per l'igiene e per la casa. Serena Venditti, 29 anni, di Aversa, ha già una bella storia di successo, anche se giovanissima. Si laurea all’Università Vanvitelli nel 2014 in Economia…

Pina, fashion designer laureata alla Vanvitelli. Scopri la sua storia

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Designer fiera e decisa, grande appassionata di moda fin da bambina, laureata alla Vanvitelli in  Design per la moda. Pina lavora come senior kidswear designer da Fendi e ed è co-founder del brand Apnoea. Conosciamo insieme la nostra laureata eccellente! Da dove nasce la tua passione per la moda? Bella domanda, non ne ho…

Mario, esperto in comunicazione, laureato alla Vanvitelli. Scopri la sua storia

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Partito da una laurea in psicologia all'Università Vanvitelli, Mario - sguardo deciso e idee molto chiare -, è oggi esperto di comunicazione e lavora come Corporate Onboard Communication Programs Coordinator per MSC Crociere. Conosciamo insieme il nostro laureato eccellente! Dove lavori attualmente?MSC Crociere SPA. Sono Corporate Onboard Communication Programs Coordinator.Cioè?Sono coordinatore dei programmi…

Ferdinando, Risk Management Specialist per Enel, laureato alla Vanvitelli. Scopri la sua storia

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KPMG prima, Enel poi. Ferdinando, laureato alla Vanvitelli in matematica nel dicembre 2010, è oggi Risk Management Specialist per Enel - business line internazionale Enel Global Trading -. Conosciamo insieme il nostro laureato eccellente! Spieghiamolo ai più: che cosa fa un Risk Management Specialist?Il risk manager valuta quali potrebbero essere i rischi…

Marco, istruttore per astronauti in ESA, laureato alla Vanvitelli. Scopri la sua storia

Marco, istruttore per astronauti in ESA, laureato alla Vanvitelli. Scopri la sua storia


E’ una brillante carriera universitaria quella di Marco Carrano, che si laurea alla Vanvitelli in ingegneria aerospaziale nel 2009 ed inizia fin da subito a lavorare. Oggi Marco è istruttore per Astronauti presso l’Agenzia spaziale europea. Conosciamo insieme il nostro laureato eccellente!1. In cosa consiste il tuo lavoro?Sono un Flight…

 

 

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 Pelle perfetta, è possibile anche in situazioni difficili? Tre casi diversi all'analisi di Elisabetta Fulgione, Specialista in Dermatologia e Venereologia dell'Università Luigi Vanvitelli, ospite a Buongiorno Benessere su Rai uno. Vediamo nel dettaglio

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di Alfonso Giordano, Neurologo e docente all'Università Vanvitelli

Sono quasi cinquecentomila in Italia le persone affette dall’epilessia, la malattia definita “sociale” dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a causa della sua elevata incidenza sulla popolazione, una patologia così diffusa e allo stesso tempo così spesso taciuta. Si stima che in Europa circa 6 milioni di persone abbiano un’epilessia in fase attiva, cioè con crisi persistenti e/o tuttora in trattamento, e che la malattia interessi in Italia circa 500.000 persone di tutte le età, con sintomatologia ed eventi epilettici molto diverse tra loro. Il corretto inquadramento clinico e la gestione della terapia farmacologica a lungo termine risultano fondamentali per migliorare la prognosi del paziente affetto da epilessia e diventa dunque cruciale sia il ruolo del medico di medicina generale, deve necessariamente avviare un corretto iter di diagnostica differenziale tra l’epilessia ed altri imitators clinici, sia l’interazione di quest’ultimo con il centro per la diagnosi e cura dell’epilessia.

L’obiettivo del focus group organizzato nel nostro Ateneo è proprio quello di creare un link tra il Centro per l’Epilessia della Vanvitelli ed il territorio, territorio inteso come tutte le figure mediche e paramediche coinvolte nella gestione del paziente. Il convegno apre dunque una riflessione sui diversi aspetti della malattia, che vanno dal primo consulto con il medico di base fino al confronto con i pazienti, che racconteranno le loro esperienze nel corso del convegno. Nel dettaglio, la prima sessione verrà dedicata proprio agli aspetti clinici maggiormente indicativi nell’ambito della diagnosi differenziale con particolare attenzione alle sincopi cardiogene e alle crisi epilettiche. Nella seconda sessione prenderemo in considerazione gli aspetti terapeutici con uno sguardo anche ai ben noti ed attuali risvolti medico legali che interessano il paziente affetto da epilessia. Chiuderà il convegno un’ultima sessione di casi clinici in cui in presenza degli stessi pazienti guideremo l’anamnesi e il processo diagnostico e terapeutico. 

Dove 
Aula Donatelli, Complesso didattico di Sant’Andrea della Dame, Via L.De Crecchio, 7 Napoli – Azienda ospedaliera Universitaria Luigi Vanvitelli

Quando
12 ottobre 2018

Il convegno è rivolto a
Operatori del settore, medici di base, paramedici

Ecm 
Il corso prevede il rilascio di crediti formativi professionali

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La nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (DEF) affossa i mercati e fa salire lo spread

Venerdì nero a Piazza Affari, all’indomani dell’accordo raggiunto nella maggioranza di governo sui contenuti della prossima legge di bilancio. Lo spread ha chiuso a 267 punti base (+ 33 rispetto al giorno precedente), mentre il principale indice rappresentativo dei mercati azionari italiani, il FTSE MIB, ha registrato un calo del 3,72%, con una perdita di valore di circa 22 miliardi di euro. Ne abbiamo parlato con Antonio Meles, Professore Associato di Economia degli Intermediari Finanziari della Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.

Partiamo dal principio, cosa è la nota di aggiornamento al DEF e perché era tanto attesa dai mercati?

E’ un documento che, recependo le raccomandazioni dell’UE, aggiorna le previsioni economiche e di finanza pubblica del DEF nonché gli obiettivi programmatici che il Governo intende raggiungere con la manovra di bilancio. Si tratta di un delicato strumento di programmazione che conduce alla presentazione in Parlamento del disegno di legge di bilancio. La Nota di aggiornamento al DEF di quest’anno era particolarmente attesa dai mercati in quanto primo documento ufficiale di bilancio varato dal nuovo Governo.

Perché la Borsa di Milano ha reagito negativamente all’annuncio della manovra del governo?

Risponderei con un eufemismo: “gli investitori non gradiscono l’incertezza”. I mercati finanziari appaiono turbati non solo da una manovra finanziaria “poco attenta” ai conti pubblici, ma anche dal timore che ciò possa determinare una frattura difficilmente sanabile tra esecutivo italiano e istituzioni europee.

Perché ad essere penalizzati sono stati soprattutto i titoli bancari?

Il motivo è semplice: le banche italiane hanno in portafoglio titoli di stato per circa 373 miliardi di euro e ogni qual volta lo spread aumenta il loro valore si riduce in modo considerevole.

Facciamo un passo indietro, cosa è lo spread e come è calcolato?

Lo spread di cui spesso parlano i mass media è il differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato decennali Italiani, i BTP, e quelli tedeschi, i Bund. Quest’ultimi sono usati come termine di paragone per il semplice motivo che l’economia tedesca è considerata la più solida e sicura dell’intera area euro.

Perché lo spread aumenta?

Fermo restando il rendimento dei Bund tedeschi, uno spread in aumento denota una tensione crescente sul debito pubblico italiano. In altri termini, gli investitori avvertono un incremento del rischio di default (incapacità di “onorare” i propri debiti) del nostro Paese e sono disposti a finanziarlo a condizione che il rendimento offerto sia sufficientemente congruo.

Che cosa comporta per l’Italia un aumento dello spread?

Lo Stato Italiano dovrà corrispondere agli investitori, nazionali ed internazionali, interessi più alti in occasione delle future emissioni. Se consideriamo che nei prossimi 12 mesi è previsto il collocamento di titoli per un controvalore di circa 380 miliardi non è difficile comprendere l’ordine di grandezza di cui stiamo parlando.

Quali conseguenze, invece, per le famiglie e le imprese italiane?

Nel breve periodo le famiglie e le imprese che hanno investito in titoli di Stato italiani vedranno i loro portafogli obbligazionari perdere valore. Nel medio-lungo termine, invece, livelli alti dello spread potrebbero indurre le banche italiane a ridurre la quantità di credito al settore privato e aumentarne il costo.

Che cosa potrebbe accadere nelle prossime settimane?

Nei prossimi giorni mi aspetto mercati particolarmente nervosi e non escluderei un ulteriore aumento dello spread. Poi diventa difficile fare previsioni. Il mese di ottobre è denso di eventi che possono condizionare il sentiment dei mercati, come la pubblicazione dei giudizi sul debito sovrano italiano da parte delle agenzie di rating Standard & Poor’s e Moody’s.

 

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Improvvisa e inaspettata l’emorragia cerebrale che ha colpito il chitarrista 38enne dei Negramaro Lele Spedicato, ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale Vito Fazzi di Lecce. Ma si poteva prevedere un evento del genere?
Lo abbiamo chiesto all'esperto, il prof. Alessandro Tessitore, docente di Neurologia dell'Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli.

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di Francesco Izzo | professore di Strategie e management dell’innovazione (Università della Campania "Luigi Vanvitelli")

Sergio Marchionne, morto ieri 25 luglio 2018, è stato senza dubbio il più grande manager di un’impresa “italiana” degli ultimi trent’anni. Uomo di straripante intelligenza, abilissimo negoziatore, leader naturale, ha agito come un “rivoluzionario” nel cortile angusto del capitalismo familiare italiano, rovesciando muri di ipocrisia e cancellando bizantinismi sterili nelle relazioni fra impresa e istituzioni. Il suo maglioncino nero è stato ben più di un simbolo o di una dichiarazione di intenti.

Certo, non è stato infallibile e ha commesso errori di valutazione e di previsione, ma il suo nome si legherà per lungo tempo a quella che nel 2004, quando assunse il ruolo di amministratore delegato della Fiat, la comunità degli analisti di mercato e degli studiosi di strategie giudicò una missione impossibile: il salvataggio della casa automobilistica torinese.
Quando prende in mano il timone del gruppo di Torino, la situazione appare disperata. Confessa a Gianluigi Gabetti, l’uomo della finanza Fiat, che la società è tecnicamente fallita. «Non stupirti. Noi perdiamo due milioni al giorno, non so se mi spiego. Se fallimento significa non avere i soldi in casa per pagare i debiti, bene, allora noi ci siamo…». L’ultimo triennio si è chiuso con 7,7 miliardi di perdite; 1,5 miliardi solo nel 2004. Le azioni Fiat sono quotate a 1,6 euro.
Dopo quattordici anni, il fatturato del gruppo Fiat Chrysler Automobiles è cresciuto a 111 miliardi di euro di ricavi netti, il debito si è azzerato, le azioni sono volate a oltre 16 euro, il valore di mercato è balzato da 5,9 a 62 miliardi di euro, i dipendenti sono quasi 24o mila distribuiti in 149 stabilimenti, i marchi sono diventati 14. Come è stato possibile?

A guidare l’opera di Sergio Marchionne sono stati due paradossi, l’essere un outsider al quadrato. In primo luogo, sentirsi straniero in patria. Nato in Italia, in Abruzzo, si è formato lontano (è emigrato con i genitori a tredici anni in Ontario, Canada), immerso in una cultura differente, riuscendo a sottrarsi al ritorno in Italia a quell’intreccio vischioso di relazioni perverse fra politica ed economia che ha ostacolato o rallentato per almeno cinquant’anni lo sviluppo naturale delle imprese italiane. Un sistema ingessato che ha protetto per quasi un secolo la Fiat, ma in realtà indebolendo fortemente la sua capacità di competere nei mercati internazionali. Da quell’intrigo, Marchionne si è tenuto fuori, non rischiando mai di restare intrappolato nei compromessi di potere, nei luoghi comuni, nei rituali consociativi. La seconda fortuna di outsider: non avere alcuna conoscenza del mondo automobilistico. Al college ha studiato filosofia (prima di laurearsi in giurisprudenza e conseguire un Mba); è un tassista e un gelataio mancato – almeno ad ascoltare le profezie del padre dopo gli studi in filosofia -; ha lavorato in Sgs, una società svizzera di certificazione, contribuendo a farla crescere rapidamente. E lì che Gabetti lo scopre, restando incantato dalla sua genialità, suggerendone il nome ad Umberto Agnelli come consigliere di amministrazione dell’azienda torinese. Essere fuori dal mondo dell’auto gli ha consentito di ragionare senza barriere ideologiche, di compiere scelte difficili senza pregiudizi, di riscrivere la strategia della Fiat come su un foglio bianco. Fino a plasmare l’organizzazione a sua immagine e somiglianza.

Il 1° giugno 2004, quando comincia la sua avventura in Fiat, rassicura i mercati e i suoi uomini con poche parole, provando a convincere anche se stesso: «Fiat ce la farà; il concetto di squadra è la base su cui creerò la nuova organizzazione; prometto che lavorerò duro, senza polemiche e interessi politici». E da lì comincia una nuova stagione per la casa automobilistica fondata dal senatore Agnelli nel 1899. L’inizio non sarà facile. Comincia a tagliare partendo dalla cima dell’albero, smontando pezzo dopo mezzo un’architettura gerarchica propria della fabbrica novecentesca inadeguata a giocare la partita della contemporaneità.
Racconterà anni dopo a Ezio Mauro in un’intervista a Repubblica: «Mi ricordo i primi 60 giorni dopo che ero arrivato qui, nel 2004: giravo tutti gli stabilimenti e poi, quando tornavo a Torino, il sabato e la domenica andavo a Mirafiori, senza nessuno, per vedere le docce, gli spogliatoi, la mensa, i cessi. Ho cambiato tutto: come faccio a chiedere un prodotto di qualità agli operai e farli vivere in uno stabilimento così degradato?».
Per capire che cosa è accaduto nell’universo Fiat in questi 14 anni ho scelto cinque date fondamentali per comprendere il disegno strategico di Marchionne, interpretarne le ragioni del successo, spiegarne gli elementi di criticità nel futuro prossimo.

 

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"Uno dei disturbi più frequenti dei mesi estivi sono le caviglie e i piedi gonfi. Nella maggior parte dei casi non si tratta di una condizione allarmante e pericolosa, però è estremamente fastidiosa. Quindi è importante fare prevenzione". Così Luigi Elio Adinolfi, Direttore della Divisione di Medicina interna dell'Università Vanvitelli a Di Più. Ma qual è la prevenzione da effettuare? Tutte le risposte nello speciale d'estate.

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Alla Vanvitelli un percorso di aggiornamento per il personale dei musei campani per lo sviluppo del Sistema Museale Nazionale. 

Mercoledì 25 luglio, alle ore 15,00, presso l’Aula Appia del Dilbec, Nadia Barrella, docente di Museologia, darà vita ad un incontro di presentazione del progetto I livelli Uniformi di qualità per i musei locali della Campania. Percorsi di aggiornamento e formazione del personale.
Finanziato dalla Regione Campania, il progetto di cui la Prof. Barrella è direttrice, avrà luogo tra settembre e ottobre e coinvolgerà circa 40 operatori museali della Campania. Obiettivo del progetto è la formazione continua del personale dei musei campani innanzitutto di quelli appartenenti ad enti diversi dallo Stato. Partendo dal presupposto che i musei sono un servizio pubblico di straordinaria importanza per lo sviluppo del territorio e, soprattutto, considerando l’importanza della presenza di personale qualificato al loro interno, il corso, anche alla luce della pregressa esperienza formativa dedicata alla redazione della Carta dei servizi e che ha portato ad interessanti esiti in termini di crescita di competenze negli addetti ai musei e di aggiornamento degli stessi istituti, mira ad aggiornare sui nuovi livelli uniformi di qualità dei musei per l’accesso al Sistema Museale nazionale.
I temi degli incontri seguiranno i nuovi standard ministeriali ( D.M. 113 del 21 febbraio 2018) e le tre macroaree del decreto: organizzazione del museo, collezioni ( gestione), comunicazioni e rapporti con il territorio.

Gli argomenti di dettaglio delle 5 giornate sono i seguenti

Regolamento del museo
Piano annuale delle attività
Registrazione, documentazione e catalogazione del patrimonio
I rapporti con il pubblico, la comunicazione i rapporti con il territorio
Organizzazione degli spazi museali - Esposizione permanente

Le lezioni saranno affidate ad esperti di musei e a docenti dell’Ateneo . “Aprirsi alla società e mettere a punto attività finalizzate al rafforzamento dell'interazione con il territorio regionale in cui opera, è uno dei principali obiettivi del nostro Ateneo che intende la Terza missione soprattutto come trasferimento di conoscenza alle istituzioni, agli enti locali e alle imprese - afferma Nadia Barrella, coordinatrice del progetto. - La terza missione è complessa ed eterogenea. Ci richiede di essere veicolo per la diffusione delle innovazioni e dei cambiamenti e garanzia di crescita e miglioramento per il territorio in cui è insediata e di operare in direzione del rafforzamento dell’interazione tra Università e società, fornendo strumenti e servizi in grado di favorire la crescita culturale ed economica soprattutto del territorio in cui opera". 

"Lavoro da sempre sul patrimonio culturale materiale e immateriale - aggiunge - e intendo questo tipo di azione come linea strategica e prioritaria per la qualità della vita delle persone, per lo sviluppo sostenibile, per la promozione di un territorio e, più in generale, per lo sviluppo di imprese nella cui immagine e nei cui prodotti intervengono fattori place specific. Il museo, soprattutto quello locale, può essere un’istituzione fondamentale per il raggiungimento di questi obiettivi e può diventare risorsa e premessa per avviare il processo di sviluppo, valorizzazione e coinvolgimento delle comunità locali”.

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L’estate è arrivata e la scuola è finita. I bambini sono felicissimi di poter spendere le proprie giornate tra mare, giochi e amici. E i genitori? Quale sono le scelte migliori da fare?

Scopriamolo con il professor Roberto Marcone, docente di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.

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Giovani, appassionati, determinati. Sono Anna, Nadia e Pietro, studenti all'Università Vanvitelli e vincitori ai Campionati Universitari 2018. Quando hanno iniziato a fare sport? Come coniugano l'attitivà fisica con lo studio? E nel futuro, come si vedono, più atleti o più professionisti? Ecco le storie dei nostri studenti. 

Oro al free style, successo per la studentessa Anna Formicola 

Combattimento e Forme, bronzo per la studentessa Nadia Piccegna

Campione Nazionale Universitario di Taekwondo, Pietro d’Angelo si racconta al Vanvitelli Magazine

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